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Piccoli problemi di cuore

Leggilo quando hai 5 minuti

La settimana prossima i Saves The Day suonano dietro casa mia. Dico sul serio, suonano davvero dietro casa mia. Il locale posso raggiungerlo in 4 minuti in auto oppure in 10 scarsi in bicicletta.
Cosa significa per me tutto ciò?

Non è facile rispondere a questa domanda, perché la gamma di sentimenti che scatena un concerto simile in un tale contesto è decisamente di difficile catalogazione. Se poi si considera l’importanza che hanno avuto i Saves The Day nel corso della mia vita, rispondere diventa estremamente complicato.
E allora mettiamola così, la cosa che più mi gasa di questo concerto è che sancirà una sorta di riconciliazione tra me e Chris. Perché negli ultimi tempi le cose non sono sempre andate benissimo tra noi, anzi.
Il loro concerto al Groezrock 2011 rimane il mio preferito in assoluto, senza se e senza ma. Il problema è che non porta piacevoli ricordi e nella mia mente è diventato sempre più una sorta di spartiacque. Una specie di anno 0, che indica il momento preciso dove tutto, da lì in poi, ha cominciato ad andare irrimediabilmente a puttane.
Ed è fondamentalmente per questo che ho passato quasi due anni sfiorando a malapena i dischi di Chris e soci, rinnegando malamente tutto quello che hanno sempre rappresentato per me. Troppo doloroso accostarli a ricordi di momentacci, colossali errori e scelte sbagliate.
Ci è voluto molto tempo, l’esaltante semplicità del nuovo disco e una nuova consapevolezza per riuscire ad ignorare il sapore di merda che mi saliva in bocca ogni volta che ascoltavo un loro pezzo e per disperdere le ingombranti nubi delle mie turbe psichiche.
In fondo mi sono reso conto di un paio di cose. Questi qui continuano ad essere in forma smagliante, mi sono sempre mancati un sacco e la mia persona fa sì schifo, ma non abbastanza per rinunciare a quella che è a tutti gli effetti una delle mie band preferite in assoluto.
Io i miei errori li ho sempre riconosciuti e ammessi. Sempre in spaventoso ritardo ovviamente, quando il più delle volte la frittata era fatta e riparare era impossibile. La lezione non mi è mai servita, ma questa volta credo di essere ancora in tempo per metterci un pezza, per recuperare tutto il tempo perduto.
In che modo? Il piano è piuttosto semplice, e punta deciso sul cercare di godersi appieno ogni singolo aspetto che la serata del 29 aprile ha da offrire. Conto quindi di cominciare trangugiando un discreto quantitativo di alcool nel parcheggio del locale, come un fottuto quindicenne, così da essere abbastanza disinibito per cantare tutte le canzoni sotto al palco urlando parole a caso, sfoderando così senza vergogna il mio maccheronico inglese. E poi a concerto finito conto di fiondarmi da Chris per dirgli in ginocchio che che sono enormemente dispiaciuto e che no, non è mai stata colpa sua, sono sempre stato io quello che ha sbagliato e che ha messo a repentaglio la nostra ultradecennale relazione. Arrivando addirittura a rinnegare il passato e dimenticando testi e canzoni.
Magari avrà abbastanza cuore da capire e abbastanza amore per perdonarmi.

E prima di tutto ciò sapete che faccio? Una bella playlistona di 30 pezzi. Tanti quanti quelli presenti nelle setlists dei loro ultimi concerti. Da ascoltare fino allo sfinimento. Un bel ripassone, per voi ma soprattutto per me. Così quando arriverà il momento, quell’oretta di set in cui tutto il resto finirà in solaio, dai problemi alla mancanza di figa, soldi e prospettive, magari mi farò trovare preparato.
Magari recupero davvero. Magari, nonostante tutto, stavolta un 18 riesco a scipparlo.